DIMMI DA DOVE VIENI E TI DIRÒ CHI SEI. LE NOVITÀ INTRODOTTE NEL MONDO DELLA NORMATIVA ALIMENTARE.

In un nostro precedente articolo, parlando dell’importanza della cura del design delle etichette, abbiamo messo in discussione il popolare proverbio ”L’abito non fa il monaco”; l’etichetta, a ben vedere, è anche un strumento di design per i prodotti ma non solo… Oltre a un bel logo, a una bella immagine o vari e disparati elementi decorativi, l’etichetta - specie nel settore alimentare - deve assolvere ad una funzione ben precisa: informare il consumatore.

A tal proposito, proprio negli ultimi giorni, sono entrate in vigore - o stanno per farlo - una serie di norme che vanno a modificare il quadro generale dei dati da riportare in etichetta. Ai produttori, quindi, non resta che adeguare queste informazioni se non vorranno andare incontro a delle sanzioni tutt'altro che ‘leggere’.

Parlando di normativa, adeguamenti e multe i più sgranano gli occhi poiché, nella maggior parte dei casi, è il caos a fare da padrone; ecco quindi giunto il momento di mettere ordine e tentare di dare una risposta ai tanti punti di domanda che frullano nella mente dei produttori.

Per quanto concerne la vendita di prodotti non preimballati o imballati sui luoghi di vendita(come recita il Regolamento n.1169 all'art. 44 in vigore dal 9 maggio) è obbligatorio fornire indicazioni relative a:

  • ingredienti o prodotti allergizzanti;
  • modalità di conservazione;
  • scadenza;
  • percentuale di glassatura per i prodotti congelati glassati;
  • la designazione ‘decongelato’.

Il cosiddetto 'cartello unico degli ingredienti' farà da padrone nei punti vendita dei prodotti di gelateria, pasticceria, panetteria e simili; il cartello dovrà essere posto ben in vista in prossimità dei prodotti e, per i singoli prodotti, si potrà utilizzare un sistema equivalente in prossimità dei banconi.

Il Decreto Legislativo n. 145 entrato in vigore da pochi giorni - esattamente il 5 aprile - impone l’obbligo di indicare in etichetta la sede e l’indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento degli alimenti. Per chi decidesse di non allinearsi alla nuova norma le sanzioni vanno da 2 mila a 15 mila Euro.

Le normative a volte sembrano stringenti ma è anche vero che nascono dalle richieste dei consumatori o dai cambiamenti di acquisto degli stessi. Essendo la vita diventata frenetica, verrebbe da pensare che durante la spesa al supermercato non ci sia il tempo per fermarsi a leggere le informazioni in etichetta; nulla di più errato invece poiché la cura dell’alimentazione, negli ultimi tempi, è divenuto un trend in salita costante. Il detto ‘noi siamo quello che mangiamo’ ha iniziato - finalmente aggiungerei - a prendere piede ed ecco che adesso i consumatori prestano estrema attenzione a ciò che viene scritto in etichetta. A a sostegno di ciò, infatti, non è più una cosa insolita trovare le persone ferme davanti agli scaffali dei supermarket, con i prodotti in mano, immersi nella lettura di quelle che per i produttori sono informazioni obbligatorie da riportare in etichetta.

Tutti i dati che ritroviamo in etichetta ci descrivono il prodotto, ci raccontano dell’origine degli ingredienti ma anche della loro trasformazione durante la filiera di produzione: dimmi da dove vieni e ti dirò chi sei recitava un vecchio proverbio che in questo caso calza proprio a pennello.