OLIO: UNA RICCHEZZA TUTTA ITALIANA. IL SETTORE OLEARIO TRA NORMATIVA, UNA MADRE NATURA NON SEMPRE BENEVOLA E UNA QUALITÀ SEMPRE ECCELLENTE.

Se il settore oleario può essere definito a pieno titolo Patrimonio culturale ed economico dell’Italia, le condizioni meteorologiche “ballerine” della nostra penisola sono croce e delizia per gli imprenditori operanti in questo settore. E’ fuor di dubbio che la siccità che ha caratterizzato il 2017 ha abbattuto la quantità di olio disponibile rispetto alla domanda – che si attesta sempre elevata tanto che le prenotazioni dell’olio iniziano già da settembre – ma è anche vero che fortunatamente la qualità non è stata intaccata dal fenomeno, infatti essa rimane sempre elevatissima anzi, a detta di alcuni, forse quella appena trascorsa si annovera tra le annate migliori. Quindi nonostante madre natura tenti di mettere il bastone tra le ruote con temperature che giovano certamente a chi è in vacanza, ma meno alle nostre olive, il nostro Paese mantiene saldo il primato europeo inerente la qualità anche per il 2017.

Ma cosa dire dell’etichettatura di questo tesoro tutto italiano?

Sicuramente l’etichetta è il punto di convergenza tra marketing e normativa: ovvero tra il produttore, che con questo mezzo vuole promuovere il proprio prodotto differenziandolo dagli altri, e il consumatore, che attraverso di essa vuole sapere chiaramente cosa sta comprando facendosi sedurre anche dal design scelto.

Per quanto concerne la normativa, le informazioni che devono essere obbligatoriamente riportate in etichetta sono:

  • la denominazione di vendita( es. olio extra vergine d’oliva, olio di oliva vergine, olio di oliva, olio di sansa di oliva)
  • la designazione di origine(informazione ottenuta da ben due componenti: lo Stato in cui le olive sono state raccolte e lo Stato in cui si trova il frantoio addetto alla molitura);
  • l’informazione sulla categoria di olio;
  • la quantità netta, che può essere indicata in litri, centilitri e millilitri;
  • il termine minimo di conservazione;
  • le condizioni di conservazione( al riparo dalla luce e dal calore)
  • il nome o ragione sociale e indirizzo del responsabile commerciale del prodotto;
  • il lotto;
  • la dichiarazione nutrizionale( tale obbligo non riguarda però gli alimenti confezionati artigianalmente  o forniti in mediocri quantità dal fornitore direttamente al consumatore finale  o a strutture di vendita al dettaglio)
  • l’annata.

Le suddette informazioni devono essere posizionate in un punto chiaramente visibile e devono essere stampate in modo da essere leggibili e indelebili. Se si parla di etichette di olio nulla viene lasciato al caso infatti viene regolamentato anche il posizionamento delle informazioni obbligatorie: se la denominazione di vendita e la quantità netta devono essere inserite nello stesso “campo visivo”, ovvero in una porzione di superficie che può essere letta da un unico angolo visuale, allo stesso modo la denominazione di vendita e l’origine devono essere riportate integralmente, con lo stesso carattere in maniera ravvicinata e nel campo visivo esposto al primo sguardo del consumatore in modo da fargli individuare velocemente e chiaramente le info basilari necessarie all’acquisto.

Questi sono solo piccoli accenni alle pagine e pagine che parlano delle normative vigenti nel settore, ragion per cui è bene affidarsi ad esperti che oltre a prestare massima attenzione ai “paletti” imposti dalla legge, curino anche l’aspetto visivo e creativo dell’etichetta stessa: nel primo caso per evitare che il produttore incorra in notevoli sanzioni e per far sì che il consumatore finale trovi al primo colpo d’occhio tutte le informazioni di cui necessita per l’acquisto e nell’altro caso per rafforzare le strategie di marketing ed innalzare l’asticella delle vendite.

Quindi un buon etichettificio sta dalla parte del produttore e del consumatore!

Dopo questo breve excursus normativo non ci resta che sperare nell’annata 2018, cercare di mantenere il primato di qualità e di accompagnarlo a quello relativo alla quantità in modo da poter sopperire a tutte le richieste dei consumatori. Non ci resta che essere fiduciosi e sperare nella benevolenza di madre natura, perché alla cura degli ulivi e al processo di realizzazione dell’olio ci penseranno i produttori nostrani che, nonostante le avversità, non sbagliano un colpo!