Normative

SUPPORTO

Normative vigenti

Leggi e Normative vigenti

Dichiarazione nutrizionale obbligatoria

Con il reg. 1169/2011 diventano obbligatorie per tutti i prodotti le tabelle nutrizionali.
Tutti i prodotti alimentari preconfezionati dovranno riportare in un unico campo visivo una tabella nutrizionale con i valori di energia (Kcal o Kj). Gli alimenti confezionati devono avere una tabella nutrizionale con sette elementi:
– CONTENUTO ENERGETICO
– GRASSI
– ACIDI GRASSI SATURI
– CARBOIDRATI
– PROTEINE
– ZUCCHERI
– SALE
I valori dovranno essere riferiti a 100 g o 100 ml di prodotto. La dichiarazione nutrizionale obbligatoria può essere integrata con l’indicazione delle quantità di uno o più dei seguenti elementi:
– ACIDI GRASSI MONOINSATURI
– ACIDI GRASSI POLINSATURI
– POLIOLI
– AMIDO
– FIBRE
– SALI MINERALI E VITAMINE
Potranno inoltre essere indicati valori riferiti a singole porzioni e alle percentuali giornaliere raccomandate o indicative.

Panifici

Con Decreto del 1° ottobre 2018 n. 131 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 novembre si stabilisce che il pane che ha subito processi di surgelazione e congelamento o che contiene additivi chimici e conservanti non potrà essere più venduto per fresco e dovrà obbligatoriamente avere una etichetta con la scritta “conservato” o “a durabilità prolungata”. Potrà quindi ora essere denominato “pane fresco” solo il pane preparato secondo un processo di preparazione continuo, ovvero sia privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione(ad eccezione del rallentamento del processo di lievitazione), sia privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante. Per “processo di preparazione continuo” si intende, quindi, un processo per il quale, dall’inizio della lavorazione alla messa in vendita al consumatore, non trascorrano più di 72 ore.
Per il “pane conservato” o “a durabilità prolungata” sono previste ulteriori norme nel caso in cui venga utilizzato un metodo di conservazione ulteriore rispetto ai metodi già sottoposti agli obblighi informativi previsti dalla normativa (ad es. pane precotto surgelato o meno). Per questa tipologia di pane nel momento della vendita deve essere fornita una adeguata informazione al fine di evitare che il consumatore possa essere indotto in errore riguardo da un lato il metodo di conservazione utilizzato nel processo produttivo dall’altro le modalità per la sua conservazione ed il consumo; tali informazioni devono essere esplicitate attraverso un’apposita dicitura da riportare sui cartelli disposti negli specifici comparti – distinti rispetto a quelli in cui viene esposto il pane fresco – in cui viene collocato.

Prodotti Ortofrutticoli

Dal 15/2/03 è entrato in vigore il D.L. 306 del 10/12/2002 in cui l’art. 4 cita che in mancanza di etichettatura dei prodotti ortofrutticoli il gestore rischia una multa.
Le diciture da riportare sono molte e devono comparire sui prodotti confezionati (sia sulle cassette che sulle confezioni di frutta e verdura poste nei vassoi di polistirolo, nelle vaschette, nei sacchetti a rete, ecc.).
Le indicazioni richieste obbligatoriamente secondo la normativa UE sono:
– Ragione Sociale dell’Operatore
– Ragione Sociale del Confezionatore
– Numero dell’ex registro dell’operatore ora banca dati assegnata all’A.G.E.A.
– Varietà
– Paese d’Origine ed eventuale zona di produzione o denominazione locale
– Categoria
– Calibro
– Lotto di lavorazione
– Peso e prezzo
– Additivi
– Caratteristiche
– Marchio ufficiale UE.

Olio D'Oliva

L’etichettatura sulle bottiglie di olio extravergine di oliva è stata imposta dalle norme legislative per informare il consumatore circa la provenienza, la lavorazione e tutte quelle informazioni che ha diritto di sapere sull’alimento che consuma.
Sempre più attenzione viene data alle etichettature degli alimenti, tanto che l’Unione Europea ha dedicato numerosi incontri al miglioramento delle attività di informazione per un consumo più consapevole.
Innanzitutto è indispensabile sapere quanto olio può contenere una confezione venduta al consumatore finale.
Una confezione di olio, sia essa in bottiglia o barile, non può superare i 5 litri di contenuto di olio d’oliva per la vendita al dettaglio e i 25 litri per la vendita destinata all’attività di ristorazione, mense, ospedali eccetera.
L’olio di oliva non può essere in alcun caso venduto sfuso e la confezione deve sempre contenere il tappo antirabocco e un sistema di chiusura che ne mantenga l’integrità dopo la prima apertura.
Oltre al nome dell’olio è importante indicare precisamente di quale tipo di olio si tratta. Ne vengono riconosciute quattro tipologie:
1) olio extravergine d’oliva;
2) olio di oliva vergine;
3) olio di oliva composto da oli di oliva misti tra raffinati e vergini;
4) olio di sansa di oliva.
Nel luogo d’origine vanno indicati sia la nazione in cui le olive sono prodotte sia quello del frantoio in cui sono sottoposte al processo di molitura delle olive.
Si può indicare sia precisamente la nazione che, in caso di olive raccolte e processate all’interno dell’Unione Europea, semplicemente “Unione Europea”.
Il luogo d’origine deve essere obbligatoriamente indicato in caso di oli vergini o extravergini; negli altri due casi (olio di sansa e olio misto) è vietato fornire questa indicazione.
Specificazioni più dettagliate circa le regioni o le province di raccolta o produzione sono vietate.
Oltre alla denominazione, la normativa prevede che sull’etichetta venga riportata la categoria dell’olio, così specificata:
per l’olio extravergine d’oliva: “olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”;
per l’olio di oliva vergine: “olio d’oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”;
per l’olio di oliva composto da un mix di olio raffinato e olio vergine: “olio contenente esclusivamente oli d’oliva che hanno subito un processo di raffinazione e oli ottenuti direttamente dalle olive”;
per l’olio di sansa d’oliva: “olio contenente esclusivamente oli derivati dalla lavorazione del prodotto ottenuto dopo l’estrazione dell’olio d’oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive”.
La quantità netta di olio contenuta nella confezione può essere indicata in litri, centilitri o millilitri e avere un’altezza minima rapportata alla quantità nominale riportata in bottiglia. L’altezza minima è stabilita per legge in questi termini:
– quantità nominale: 50 ml – altezza minima 2 mm;
– quantità nominale: da 50 a 200 ml – altezza minima 3 mm;
– quantità nominale: da 200 a 1000 ml – altezza minima 4 mm;
– quantità nominale: oltre 1000 ml – altezza minima 6 mm.
Contrariamente a quanto si crede, il termine minimo di conservazione non corrisponde alla data di scadenza: esso indica la data dopo la quale l’olio perde le su caratteristiche organolettiche originarie; questa data è preceduta da espressioni come “consumare preferibilmente entro il…” seguite dalla data o dall’indicazione “controllare sul tappo della confezione”.
Affinché il prodotto mantenga le sue caratteristiche fino al termine minimo di conservazione, l’etichetta deve anche riportare direttive sulle migliori modalità di conservazione; la più classica indica di conservare il prodotto al riparo da luce e calore; spesso possono essere indicati anche i gradi massimi di temperatura in cui è meglio conservare l’olio.
L’indicazione del lotto è importante per identificare l’unità di produzione dell’olio, così da poter rintracciare tutte le bottiglie contenute nello stesso lotto di vendita in caso di necessità.
Il numero  del lotto deve essere preceduto dalla lettera “L”; questa informazione può anche essere omessa se il termine ultimo di conservazione è espresso con una data sull’etichetta stessa.
Come in tutti gli alimenti in commercio, la dichiarazione nutrizionale deve prevedere l’indicazione del valore energetico e della quantità di carboidrati, grassi, sale, proteine, fibre e sali minerali.
La dichiarazione nutrizionale è obbligatoria, eccetto il caso in cui si tratti di campioni omaggio offerti in piccole quantità o a strutture locali di vendita al dettaglio che forniscono direttamente al consumatore finale.
L’indicazione dell’annata è obbligatoria solo per l’olio extravergine di oliva o per l’olio vergine d’oliva solo se il 100% del raccolto proviene dalla stessa campagna di raccolta e quindi fa parte della stessa annata.

Vino

Le informazioni obbligatorie da riportare sull’etichetta del vino sono molte e dettagliate:
– il nome del vino, inteso come nome della regione determinata o della zona geografica;
– il nome e la ragione sociale dell’imbottigliatura e sua sede;
– la gradazione alcolica espressa in percentuale di volume;
– quantitativo del prodotto espresso in litri, centilitri o millilitri;
– lotto di appartenenza del vino;
– deve essere sempre presente la dicitura «contiene Solfiti» per tutti i vini che contengono più di 10 mg/litri di anidride solforosa, praticamente tutti i vini in commercio.
Tra le informazioni facoltative si possono indicare in etichetta anche tutte le indicazioni che meglio illustrano i pregi e le qualità del vino, ad esempio su alcune etichette possiamo leggere le raccomandazioni in merito agli abbinamenti gastronomici, la temperatura ideale per il consumo e la modalità di servizio oppure la numerazione del recipiente o altre menzioni a volte previste per il vino a DOP o IGT, quali annata, vitigno, vigna, Classico, Superiore, Riserva.

Formaggi BIO

I formaggi biologici devono rispettare le modalità di etichettatura previste sia da norme europee (Reg. CEE 2092/91) che da quelle nazionali.
Gli enti di controllo sanciscono la provenienza da agricoltura biologica del prodotto con un’apposita etichetta numerata nella quale compaiono:

– la dicitura «prodotto biologico»;

– il nome dell’organismo di controllo con relativa autorizzazione ministeriale;

– il marchio dell’ente di controllo;

– il codice di certificazione;

– il logo europeo del biologico rappresentato simbolicamente con una foglia di colore verde.

Il logo del biologico è obbligatorio nei prodotti chiusi, confezionati ed etichettati con una percentuale di prodotto di origine agricola biologica di almeno il 95% ed è proibito nei prodotti con una percentuale inferiore al 95%.
Accanto al logo europeo vanno riportate le indicazioni necessarie per identificare la nazione, il tipo di metodo di produzione, il codice dell’operatore, il codice dell’organismo di controllo preceduto dalla dicitura: Organismo di controllo autorizzato dal Mi.P.A.A.F. (Ministero delle Politiche Agricole).
Accanto a queste informazioni in etichetta è obbligatorio inserire il luogo di coltivazione del/dei prodotti.

Ittico

Il Regolamento(CE) n. 104/200 del 1999 all’art. 4 stabilisce che i prodotti ittici possono essere proposti per la vendita al dettaglio al consumatore finale soltanto con un’etichetta adeguata nella quale si precisa:

– la denominazione commerciale della specie;

– il metodo di produzione (pescato in mare, pescato in acque dolci o allevato);

– la zona di cattura.

Pellicole PVC per uso alimentare

Le pellicole che vi forniamo sono conformi al DM del 21.3.1973 e successivi aggiornamenti e modifiche come da Direttive Cee 82/711/CE,dir. 85/572/CE, dir. 93/8/CE, dir. 97/48/CE, dir. 2002/72/CE, dir 2004/19/CE, dir. 2005/79/CE,dir. 2007/19/CE e regolamenti comunitari 1935/2004,
2023/2006, 1895/2005 e 372/2007.
Il prodotto è inoltre conforme alla Dir. Europea 94/62 CE, pertanto la somma delle concentrazioni dei metalli pesanti è inferiore a 100 ppm.
La pellicola certificata con simulanti A-B-D con coefficiente X3 (40° per 10 gg) riesce a mantenere i cibi freschi. Esteticamente ha ottime caratteristiche ANTIFOG oltre che un’ottima brillantezza e trasparenza.
La pellicola alimentare è dotata di un’elevata elasticità, autoadesione e saldabilità.

P.IVA: 01527910812

S.S. 187 Km 33 91014

Castellammare del Golfo - TP

Tel. +39 0924 39351 - 0924 39352

Resp. Commerciale +39 377 1636116

Resp. Tecnico +39 320 8945194

info@solace-srl.com.