Cenni sulla stampa

Ecco in pillole le tecniche di stampa utilizzate da So.La.Ce.:
So.La.Ce. si avvale di diverse tecniche di stampa ognuna adatta alle diverse destinazioni d'uso o rese richieste dal cliente. Una di queste è la stampa flessografica, che è un metodo di stampa rotativa diretta che usa lastre matrici a rilievo di gomma o di materiali fotopolimerici, chiamati cliché. Questa metodologia di stampa - in passato chiamata 'all'anilina' per via del colorante utilizzato ed utilizzata per gli imballaggi - oggi, grazie alle evoluzioni dei componenti usati, viene usata per produzioni più impegnative. Il cliché a rilievo, flessibile e morbido, trasferisce l'inchiostro direttamente al supporto da stampare grazie a una lieve pressione esercitata da un cilindro sul quale è avvolto. L'inchiostro è applicato da un rullo d’acciaio o ceramico detto Anilox, che si carica con due differenti sistemi: il primo, per mezzo di un calamaio con una racla che poi toglie l'eccesso dalla superficie del rullo; il secondo, mediante un rullo gommato che, oltre a pescare l'inchiostro e trasferirlo, funge anche da spatolatore sull'anilox. Il materiale stampabile con il metodo flessografico è vario, tanto che si possono usare anche supporti con superficie ruvida e poco riflettente; possono essere impiegati inchiostri a base d'acqua, inchiostri a base di solvente e UV. La fase più importante e delicata nella flessografia è senza dubbio la prestampa in quanto lì si riproducono con attenzione gli elementi grafici e si tenta di ridurre le problematiche come ad esempio lo schiacciamento del punto, il trapping, il moiré e la distorsione anamorfica.

Un'ulteriore tecnica di stampa usata dall'etichettificio siciliano è la serigrafia: etimologicamente il termine deriva dal latino "seri" (seta) e dal greco "graphein" (scrivere), infatti i primi tessuti per serigrafia erano proprio in seta. Esistono numerose testimonianze sul suo utilizzo da parte dei Fenici, tanto che quest'ultimi vengono definiti gli inventori della tecnica di stampa serigrafica; successivamente venne diffusa nell'arte giapponese dove, duemila anni fa, vennero addirittura usati dei capelli umani fissati a delle cornici di legno. La serigrafia, che raggiunge l'apice dello sviluppo in Giappone, successivamente venne esportata in Francia. Questa è la storia ma il processo serigrafico moderno, cosi come lo conosciamo oggi, venne ideato da Samuel Simon nei primi del '900 in Inghilterra. La serigrafia assicura la massima comprenza del bianco, risultato non ottenibile con nessun altra tecnica; permette anche di controllare e scegliere sia lo spessore dell'inchiostro depositato sia tra una gamma veramente molto grande di tipologie di inchiostri. La stampa serigrafica è possibile su ogni supporto e solo in serigrafia si possono ottenere effetti speciali tramite inchiostri lucidi, opachi, satinati, con effetti a rilievo, glitter, metallizzati, cangianti, iridescenti, luminescenti, termocromici, fotocromici, retroriflettenti e soft-touch che impreziosiscono notevolmente lo stampato.

Infine la stampa digitale è un termine generico per identificare un sistema in cui la forma da stampare viene generata attraverso processi elettronici e impressa direttamente sul supporto. La stampa digitale per uso commerciale sfrutta al meglio la tecnologia a incisione laser o elettrostatica. È possibile stampare anche su supporti non cartacei quali PVC o plastica limitatamente alla capacità del supporto di passare attraverso i rulli della macchina. La stampa digitale realizzata con macchine di alto livello ha ormai qualità praticamente identica alla stampa offset e si realizza in tempi molto più brevi rispetto alla offset, non avendo bisogno di impianti, ma il costo-copia è maggiore su tirature medio-alte. Ha inoltre la possibilità di stampare dati variabili su singole copie, utilizzare supporti non cartacei e non ha bisogno di aggiustamenti e regolazioni in fase di prestampa.